La maschera di cera, recensione e scheda del film
Rivisitazione dell’omonimo film diretto da André De Toth nel 1953, "La maschera di cera" (titolo originale "House of Wax") del 2005 segna il debutto alla regia di Jaume Collet-Serra.
Scheda e trama del film
Girato tra l’Australia e gli Stati Uniti, il remake, della durata di 108 minuti, si classifica a pieno diritto nel genere horror\thriller per la buona dose di sangue e suspense profusi. Il cast conta, tra le sue fila, per lo più attori giovanissimi, alcuni dei quali alla prima esperienza cinematografica. Ricordiamo tra questi Elisha Cuthbert, Chad Michael Murray, Jared Padalecki e la famosa ereditiera Paris Hilton, qui alla sua prima prova da attrice che le è valsa il premio come Peggior attrice non protagonista nella categoria Razzie Awards del 2006.
La vicenda raccontata prende vita in un'inquietante e lugubre cittadina della Louisiana, la sperduta Ambrose, in cui un gruppo di ragazzi si ritrova quasi per caso, durante una gita fuori porta, dopo aver imboccato una scorciatoia. La comitiva cade ben presto vittima dei disegni omicidi di due fratelli dall’infanzia problematica, tali Bo e Vincent, dediti alla realizzazione di statue di cera fin troppo fedeli agli originali. Queste, infatti, custodivano all’interno i corpi dei malcapitati visitatori dello spettacolare edificio chiamato, per l’appunto, la Casa di cera.
Recensione
Dopo una prima buona mezz'ora, in cui i dialoghi banali e stereotipati dei protagonisti la fanno da padrona, l’azione prende gradatamente quota grazie al susseguirsi ritmato e incalzante dei primi spargimenti di sangue che regalano al pubblico gli immancabili urli di terrore caratteristici del genere.
Da qui, tra brevi accenni agli psicodrammi irrisolti dei fratelli assassini, inseguimenti all’ultimo respiro e generose scene macabre e sanguinolente, il film si avvia a grandi passi verso la conclusione, che appare straordinariamente scenografica quanto ad effetti speciali, ma banale e scontata da un punto di vista narrativo, piegando in direzione di un finale aperto quanto mai prevedibile dagli esperti cultori del genere horror.
Ma, verosimilmente, non è a loro che la pellicola è rivolta, ma a un target di adolescenti, magari neofiti. Da notare, inoltre, la bidimensionalità dei personaggi, i cui tratti psicologici vengono appena accennati laddove un approfondimento avrebbe senz'altro giocato a favore di una maggiore consistenza narrativa.
Molto apprezzabile, infine, la verve degli effetti speciali che fanno assolvere l’appena passabile performance degli attori.
Lecito, in definitiva, considerare La maschera di cera come un film godibile, in cui la trama non brilla certo per originalità e spessore dei contenuti, ma che riesce comunque a catalizzare la giusta dose di attenzione.