Revolution, recensione 1x09 "Kashmir"
Lunga, noiosa, claustrofobica e per certi versi insensata è la nona puntata di Revolution intitolata "Kashmir". Ad un solo episodio dalla middle season sembra che di passi avanti il gruppo, nonostante le interminabili camminate per avvicinarsi il più possibile al quartier generale di Monroe, ne abbia fatti davvero pochi.
Ma andiamo con ordine.
La puntata inizia con una sonora scazzottata che Miles subisce da parte di un gruppo di ribelli. Non ci è dato sapere come i nostri siano finiti tra questa gente, è così e basta. Fatto sta che l'obiettivo del Matheson, tra un pugno e l'altro, è quello di convincere l'ospitale gruppetto ad aiutarli nella missione salviamo Danny e, per comprare la loro disponibilità, promette di impegnarsi ad usare tutte le informazioni di cui è in possesso per consegnare loro Monroe.
L'opera di convincimento va a buon fine e in breve l'allegra compagnia - che si è allargata in realtà di pochissime unità di cui alcune sospette - si incammina alla volta di Philadelphia.
L'unica via possibile però sono i tunnel sotterranei, luoghi apparentemente dimenticati dal mondo che però Miles giura di conoscere alla perfezione. Neanche due minuti dopo sua nipote poggia i piedini su una mina antiuomo.
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